Thursday, August 20, 2015

Una giornata di Ferragosto, non solo all'insegna di spettacoli ...

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PESARO – Una giornata di Ferragosto, non solo all’insegna di spettacoli, musica, mostre e brevi scampagnate. Infatti il centro storico di Pesaro, è stato preso d’assalto da tanti poveri, mendicanti, davanti ai sagrati delle chiese.
Il Santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa dei Cappuccini e il Duomo, hanno visto una presenza costante di rom e poveri senza fissa dimora. E la centrale via Mazzini, è stata per tutta la giornata un vai e vieni soprattutto di poveri residenti, che normalmente vanno alla mensa di via del Teatro. Ma il giorno di Ferragosto, era tutto chiuso e per loro è stata un’autentica via Crucis, perchè ogni punto di riferimento della Caritas era chiuso ed anche i frati minori di San Giovanni, il giorno di Ferragosto, non hanno potuto distribuire i pasti, che sono stati invece forniti abbondantemente il giorno successivo (ieri domenica 16 agosto), da padre Aldo e padre Lorenzo. “Un’emergenza povertà mai vista così massiccia a Pesaro, ha sottolineato Miria Lazzari, storica dirigente del Centro d’ascolto della Caritas, ed oggi impegnata in singoli progetti per l’Osservatorio delle povertà permanenti. Certo che il giorno di Ferragosto, è stata per Pesaro, una fase di regressione sociale notevole. Se consideriamo che oltre alla presenza dei rom, vi sono stati oltre cento fissa dimora, che hanno trovato alloggi provvisori, nel giardino di Rocca Costanza e per alcuni di loro, la stanchezza e probabilmente le ubriacature, hanno significato anche svenimenti, nei giardini dell’Ospedale, nel parco Miralfiori, lungo il fiume Foglia, nelle panchine della stazione ferroviaria e alcuni che hanno preso come dormitorio anche le entrate delle case private, viene naturale porsi una domanda. Come mai una città definita civile, di cultura, proiettata al turismo di massa, deve avere quest’altro volto così negativo? Vi sono tante difficoltà, ma perchè le istituzioni locali sono assenti o per lo meno non si mettono in sinergia con il privato, per risolvere queste problematiche? Personalmente in questo momento, in cui è vero che i senza fissa dimora che si sono rivolti al centro d’ascolto erano 1403 nel 2013, e che a tutt’oggi sono quasi raddoppiati, ciò che mi preoccupa sono le persone, in gran parte pesaresi, che da una condizione di vita normale, sono passati ad una condizione di povertà. Quante persone dormono in macchina!” Ma è vero che i pesaresi dimostrano in questo momento di essere meno sensibili alle problematiche legate alla povertà? “E’ difficile dare una risposta, certamente oltre alla crisi economica, si è creato un clima di sfiducia intorno alle povertà, all’immigrazione. Ma è sbagliato, perchè come può andare avanti la mensa dei poveri, se non ha un sostegno finanziario, a fornire 100 pasti al giorno, che di media costano all’anno 92.500 euro? Poi vi è anche un altro grande problema che investe la mensa. Occorre diversificarla, perchè tante persone anziane, sole, povere, per timidezza e forse paura, non si sentono di mettersi in fila con tanti immigrati, spesso chiassosi. Insomma, occorre lavorare tutti uniti per risolvere questo problema, che per un buon amministratore, dovrebbe essere al primo posto”.

Paolo Montanari

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